Una volta completato, sarà il più grande rivelatore di neutrini dell’emisfero Nord. Ancorata sul fondo del Mar Mediterraneo per sfruttare l’azione schermante dell’acqua dai raggi cosmici, l’infrastruttura - un reticolo di sensori ottici in grado di rivelare la debolissima luce Cherenkov prodotta lungo il percorso delle particelle cariche prodotte nelle interazioni dei neutrini in prossimità del detector - sarà utilizzata per identificare sorgenti galattiche ed extragalattiche di neutrini astrofisici di alta energia con una precisione mai raggiunta prima e per studiare le proprietà fondamentali di queste particelle.
La Sezione INFN di Bologna ha fornito un contributo essenziale, progettando e realizzando l’intero sistema di acquisizione dati dell’infrastruttura di cui ha la totale responsabilità. Maggiori informazioni:
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