La collaborazione OPERA presenta i suoi risultati finali sulle oscillazioni del neutrino.
Tutti i dati resi disponibili sul portale CERN Open Data

Ginevra, 22 maggio 2018. L'esperimento OPERA, situato presso il Laboratorio del Gran Sasso è stato progettato per dimostrare in modo conclusivo la conversione di neutrini muonici in neutrini tauonici, attraverso un processo chiamato oscillazione dei neutrini, la cui scoperta era stata insignita del premio Nobel per la Fisica nel 2015.
In un articolo pubblicato oggi su Physical Review Letters, la collaborazione OPERA riporta i suoi risultati finali con l’osservazione di 10 eventi candidati dimostrando in modo inequivocabile che i neutrini muonici, prodotti al CERN, oscillano in neutrini tauonici nel loro viaggio al Laboratorio del Gran Sasso a 730 km di distanza.
Da oggi inoltre i dati dell’esperimento sono resi pubblici attraverso il portale CERN Open Data. I dati sono corredati di informazioni per aiutarne l’interpretazione, anche a scopo didattico. Un visualizzatore consente agli utenti di vedere i diversi eventi e scaricarli. Quelli di OPERA sono i primi dati non LHC resi disponibili attraverso il portale Open Data che il CERN ha lanciato nel 2014.
In natura esistono tre tipi di neutrini: neutrini elettronici, muonici e tauonici. Interagendo con la materia si convertono tipicamente nel leptone elettricamente carico che porta il loro nome: l’elettrone, il muone e il leptone tau.  Gli esperimenti condotti intorno al volgere del millennio hanno mostrato che i neutrini muonici, dopo aver viaggiato per lunghe distanze, creano, quando interagiscono con un rivelatore, meno muoni del previsto. Poiché non vi era alcun cambiamento nel numero di elettroni rivelati, i fisici avevano ipotizzato che i neutrini dei muoni oscillavano principalmente in neutrini-tau. Ciò è stato confermato senza ambiguità da OPERA, attraverso l'osservazione diretta della comparsa dei neutrini-tau a centinaia di chilometri dalla sorgente dei neutrini  muonici. La chiarificazione dei meccanismi di oscillazione dei neutrini fa luce su alcune delle proprietà di queste particelle misteriose, come la loro massa.
La collaborazione OPERA ha osservato il primo evento di leptone tau (evidenza di oscillazione del neutrino muonico) nel 2010, seguito da quattro eventi aggiuntivi  tra il 2012 e il 2015, stabilendo cosi la scoperta della comparsa del neutrino tau. Grazie a una nuova strategia di analisi applicata all'intero campione di dati raccolto tra il 2008 e il 2012 - il periodo di produzione dei neutrini - sono stati identificati 10 eventi candidati, con un livello di significatività estremamente alto.

Il gruppo OPERA all’INFN di Bologna ha contribuito in modo significativo al successo dell'esperimento, dalla sua costruzione, alla presa dati, alla scansione e ricostruzione degli eventi in emulsione e all'analisi dei dati, e in modo determinante, ai risultati presentati oggi.

Oltre al contributo dell'esperimento a una migliore comprensione del comportamento dei neutrini, parte dell'eredità di OPERA è anche lo sviluppo di nuove tecnologie. La collaborazione è stata la prima a sviluppare tecnologie di scansione delle emulsioni nucleari completamente automatiche e ad alta velocità con accuratezza sub-micrometrica, aprendo la strada al loro impiego su larga scala nella rivelazione delle particelle. La tecnologia delle emulsioni nucleari trova applicazione in una vasta gamma di altre aree scientifiche, dalla ricerca della materia oscura fino all'indagine su vulcani e su ghiacciai. La tecnica viene anche applicata per ottimizzare la terapia adronica nel trattamento del cancro ed è stata recentemente utilizzata per mappare l'interno della Grande Piramide, uno dei più antichi e più grandi monumenti della Terra, costruito durante la dinastia del faraone Khufu, noto anche come Cheope.

Contatti a INFN Bologna:
Gabriele Sirri (
Gabriele.Sirri.@bo.infn.it ) responsabile del Gruppo OPERA a Bologna
Laura Patrizii (
Laura.Patrizii@bo.infn.it) presiede il Comitato di Pubblicazione della Collaborazione


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