{"id":37312,"date":"2020-05-19T09:45:11","date_gmt":"2020-05-19T07:45:11","guid":{"rendered":"\/gruppo1\/?page_id=37312"},"modified":"2022-04-08T14:18:54","modified_gmt":"2022-04-08T12:18:54","slug":"lesperimento-lhcb","status":"publish","type":"page","link":"\/gruppo1\/lesperimento-lhcb\/","title":{"rendered":"L&#8217;esperimento LHCb"},"content":{"rendered":"\n<div role=\"heading\" aria-level=\"1\">\n<p><span style=\"font-size: 24px;\"><strong>L&#8217;esperimento LHCb e il gruppo di Bologna<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Con i sui venti metri di lunghezza, tredici di larghezza e dieci di altezza, il rivelatore LHCb, uno dei quattro grandi esperimenti in presa dati all\u2019acceleratore Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, ha lo scopo di investigare alcuni misteri dell\u2019Universo e rispondere, per esempio, alla seguente domanda: perch\u00e9 all\u2019origine dell\u2019Universo, pochi istanti dopo il Big Bang, materia e antimateria esistevano in egual misura ed oggi l\u2019antimateria \u00e8 completamente scomparsa? Per rispondere a questa domanda l\u2019esperimento LHCb studia le minuscole differenze fra materia e antimateria attraverso il decadimento di particelle elementari contenenti i quark chiamati beauty e charm e formatesi a seguito delle collisioni di protoni ad altissime energie ad LHC.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il legame fra una particella e la sua corrispondente anti-particella prende il nome di simmetria \u201c<em>CP<\/em>\u201d (azione combinata dell\u2019inversione di carica e della riflessione spaziale). Se la particella e la corrispondente antiparticella si comportano allo stesso modo rispetto alle leggi della fisica, allora si dice che la simmetria di <em>CP<\/em> \u00e8 rispettata, altrimenti \u00e8 violata.\u00a0 Mediante l\u2019esperimento LHCb \u00e8 possibile misurare la simmetria di <em>CP<\/em> e nel caso in cui sia largamente violata spiegare il motivo dell\u2019assenza di antimateria nell\u2019Universo.\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<\/p>\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"481\" height=\"321\" class=\"wp-image-37387 aligncenter\" src=\"\/gruppo1\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2020\/05\/image.png\" alt=\"\" srcset=\"\/gruppo1\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2020\/05\/image.png 481w, \/gruppo1\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2020\/05\/image-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 481px) 100vw, 481px\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Vista interna dell\u2019esperimento LHCb. Il lungo tubo in primo piano \u00e8 un tratto della <em>beam pipe<\/em> che attraversa il rivelatore LHCb. Al suo interno circolano i protoni in entrambe le direzioni con velocit\u00e0 prossime a quelle della luce. Intorno alla beam pipe \u00e8 posizionato il magnete di LHCb, in grado di produrre un campo magnetico d\u2019intensit\u00e0 massima di circa 1 Tesla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ad oggi, diverse misure sperimentali, comprese alcune realizzate dall\u2019esperimento LHCb e dai ricercatori di Bologna, hanno permesso di misurare la violazione di <em>CP<\/em>. Tuttavia, la quantit\u00e0 di asimmetria osservata non \u00e8 sufficiente a spiegare l\u2019assenza di antimateria nelle nostre galassie. Questo ha una sola implicazione: l\u2019Universo deve essere costituito non solo dalle particelle che fino ad oggi abbiamo rivelato e studiato, ma anche da una classe di nuove particelle e antiparticelle che si comportano in maniera \u201cmolto\u201d diversa rispetto alle leggi della natura e che quindi violano la simmetria di <em>CP<\/em> molto di pi\u00f9 delle particelle ordinarie. L\u2019esistenza di questa nuova classe di particelle elementari permetterebbe anche di spiegare perch\u00e9 l\u2019Universo \u00e8 costituito in gran parte dalla cosiddetta Materia Oscura, cio\u00e8 da particelle non ancora rivelate. Infatti diverse osservazioni astronomiche affermano con certezza che il 95% della materia di cui \u00e8 costituito l\u2019Universo \u00e8 fatto di particelle elementari non ancora conosciute e chiamate quindi Materia Oscura. LHCb ha come obiettivo principale quello di poter dimostrare l\u2019esistenza di questa nuova classe di particelle elementari non previste dal Modello Standard.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"\/gruppo1\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2020\/05\/lhcb_collaboration.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 lhcb_collaboration.jpg\" width=\"540\" height=\"311\" \/>La collaborazione LHCb \u00e8 costituita da circa 850 scienziati appartenenti a 80 Universit\u00e0 e laboratori sparsi in tutto il Mondo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: left;\">Il gruppo LHCb-bologna partecipa alla collaborazione LHCb da oltre un ventennio ed \u00e8 composto da circa 15 membri, tra ricercatori, tecnologi, assegnisti, dottorandi e laureandi sia magistrali che triennali. Ha un ruolo di primo piano nell\u2019analizzare i dati forniti dall\u2019esperimento LHCb con lo scopo di misurare la violazione di <em>CP<\/em> ed cercare di osservare in maniera indiretta l\u2019esistenza di nuove particelle, contribuendo ad ottenere risultati di primaria importanza come la scoperta della <strong>violazione di <em>CP<\/em><\/strong> nel <a href=\"https:\/\/home.infn.it\/it\/comunicati-stampa\/comunicati-stampa-2013\/794-una-nuova-imperfezione-nello-specchio-dell-universo\" data-wpel-link=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener noreferrer\" title=\"Open page in new tab decadimento dei mesoni B0s\">decadimento dei mesoni B<sup>0<\/sup><sub>s<\/sub><\/a> e nel <a href=\"https:\/\/home.infn.it\/it\/comunicazione\/comunicati-stampa\/3476-asimmetria-materia-antimateria-osservata-per-la-prima-volta-la-violazione-di-cp-nelle-particelle-charm\" data-wpel-link=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener noreferrer\" title=\"Open page in new tab decadimento dei mesoni D0\">decadimento dei mesoni D<sup>0<\/sup><\/a>. L&#8217;osservazione della violazione di <em>CP<\/em> nel decadimento del mesone B<sup>0<\/sup><sub>s <\/sub>\u00e8 stata scelta come <a href=\"https:\/\/journals.aps.org\/prl\/abstract\/10.1103\/PhysRevLett.110.221601\" data-wpel-link=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener noreferrer\" title=\"Open page in new tab editor&#8217;s suggestion dalla rivista Physics Review Letter\">editor&#8217;s suggestion dalla rivista Physics Review Letter<\/a>, mentre quella nel decadimento dei mesoni D<sup>0<\/sup>\u00a0\u00e8 stata considerata dalla rivista Physics World come una delle 10 finaliste per il premio <a href=\"https:\/\/physicsworld.com\/a\/physics-world-announces-its-breakthrough-of-the-year-finalists-for-2019\/\" data-wpel-link=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener noreferrer\" title=\"Open page in new tab Physics World 2019 Breakthrough\">Physics World 2019 Breakthrough<\/a>. Oltre all&#8217;analisi dati, il gruppo LHCb-Bologna si occupa di calcolo scientifico, di attivit\u00e0 legate alla Data Acquisition System (DAQ) dell&#8217;esperimento LHCb, dello sviluppo dell&#8217;elettronica di acquisizione dati del calorimetro, dello sviluppo di un nuovo calorimetro per il futuro upgrade dell&#8217;esperimento LHCb per la fase High-Luminosity di LHC, quando la luminosit\u00e0 sar\u00e0 ulteriormente incrementata.\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Responsabile locale INFN <\/strong><\/p>\n<p><strong>Angelo Carbone&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/strong>email:<strong>&nbsp; angelo.carbone@bo.infn.it<\/strong><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sito web del gruppo di Bologna<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lhcb.cern.ch\" data-wpel-link=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener noreferrer\" title=\"Open page in new tab LHCb web site\">LHCb web site<\/a><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:1px\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esperimento LHCb e il gruppo di Bologna Con i sui venti metri di lunghezza, tredici di larghezza e dieci di altezza, il rivelatore LHCb, uno dei quattro grandi esperimenti in presa dati all\u2019acceleratore Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, ha lo scopo di investigare alcuni misteri dell\u2019Universo e rispondere, per esempio, alla seguente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":34,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"template-page-builder-no-sidebar.php","meta":{"_lmt_disableupdate":"no","_lmt_disable":"","footnotes":""},"class_list":["post-37312","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/37312","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37312"}],"version-history":[{"count":26,"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/37312\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38289,"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/37312\/revisions\/38289"}],"wp:attachment":[{"href":"\/gruppo1\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37312"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}