NUCL-EX
Dinamica e
termodinamica nucleare in condizioni estreme
La proposta di studio
di fattibilita' presentata in questo documento nasce da una serie di
considerazioni svolte da un gruppo di fisici di diverse estrazioni e sedi, ma
tutti afferenti al Gruppo III dell'INFN.
Se si considera il
passato della fisica nucleare degli ioni pesanti in Italia, si nota come all'avvento di energie di
fascio piu' elevate, corrispondente dal punto di vista fisico al passaggio dai
fenomeni di tipo binario a quelli con piu' prodotti nello stato finale,
parallelamente allo sviluppo dei post-acceleratori (CS, ALPI) si sia avuto
quello di vari rivelatori per particelle cariche neutroni e gamma,
caratterizzati da alte granularita' e buone risoluzioni in energia e massa. A
questi sviluppi ha corrisposto un grosso lavoro di ricerca svolto dai gruppi
piu' strettamente legati alla realizzazione dei rivelatori stessi che pero',
sia per interessi culturali specifici dei fisici coinvolti, sia per la pur
comprensibile fretta di ottenere dei risultati, e' stato spesso effettuato al
di fuori di un reale coordinamento nazionale ed internazionale.
E' opinione del
gruppo proponente che i tempi siano maturi per
cambiare atteggiamento mentale in questo campo, che sia giunto cioe' il
momento di cominciare ad enucleare alcuni temi generali di ricerca per cercare
di dettagliarne i possibili sviluppi in termini di energie e di tipi di ioni
interagenti (cioe' di macchine), di prodotti di reazione (cioe' di rivelatori)
e di interpretazione dei risultati (cioe' di studio di modelli e descrizioni
teoriche applicabili in un largo campo di energie e di ioni interagenti). Si
tratterebbe quindi di partire dalla volonta' di studiare l'interazione di due
nuclei in un certo intervallo di energia cercando quindi, in Italia ed
eventualmente all'estero, le macchine, i rivelatori ed i modelli capaci di
soddisfare queste richieste.
Per esplicitare un
discorso di questo genere, i passi che ci si propone di fare in quest’anno sono
i seguenti:
1. confrontare e discutere
con intenti costruttivi il lavoro svolto su alcuni degli argomenti piu' attuali
sia dal punto di vista sperimentale che
teorico;
2. progettare
esperimenti che possano utilizzare contemporaneamente parti di apparati
costruiti da gruppi sperimentali nell'ambito
INFN, al fine di compiere misure principalmente presso i Laboratori
Nazionali di Catania e Legnaro;
3. progettare
esperimenti che utilizzino apparati diversi nei diversi range energetici in
modo da ottenere informazioni complementari sulle stesse problematiche fisiche;
4. discutere la
necessita' di upgrading di apparati esistenti in vista di esperimenti che
utilizzino i fasci attualmente disponibili e/o la costruzione di nuovi
apparati, in vista dei fasci esotici che saranno prodotti in future nuove facilities;
5. stabilire contatti
con gruppi stranieri interessati agli sviluppi di questa iniziativa, sia quelli
con i quali gia’ attualmente esistono collaborazioni, sia altri con i quali sia
possibile aprire nuove collaborazioni.
Gli argomenti di
fisica di interesse comune che sono stati finora individuati riguardano sia
problematiche scientifiche attualmente indagate, sia ricerche che si ritiene
possano essere sviluppate nei possimi anni; tale rassegna e’ aperta da una
pagina di considerazioni generali, che si configura come una introduzione
scientifica ai vari argomenti trattati.
·
TERMODINAMICA DELLA MATERIA NUCLEARE: COESISTENZA
LIQUIDO-VAPORE E TRANSIZIONE DI FASE NELLA MULTIFRAMMENTAZIONE
·
EQUAZIONE DI STATO DELLA MATERIA NUCLEARE E STUDIO DEL
TERMINE DI ASIMMETRIA
·
EFFETTI DINAMICI ED EMISSIONI VELOCI IN COLLISIONI NON
CENTRALI FRA IONI PESANTI
·
DISTILLAZIONE DI ISOSPIN NELLA MULTIFRAMENTAZIONE
NUCLEARE
·
LIMITI DEL PROCESSO DI FUSIONE SOPRA-BARRIERA IN
RELAZIONE ALL'ENERGIA DI BOMBARDAMENTO, ALLA TAGLIA DEL SISTEMA E ALLA
VARIAZIONE DI ISOSPIN.
In allegato sono
discusse, con qualche dettaglio, alcune delle tematiche sopraindicate, che
presentano anche notevoli aspetti comuni.
Il Gruppo di Studio
(entro Giugno 2002) ha il compito di approfondire queste tematiche
scientifiche, anche da un punto di vista tecnologico, e di definire un
programma pluriennale di ricerche che utilizzi in modo ottimale le facilities
presenti nei Laboratori Nazionali e tenga conto degli sviluppi futuri con fasci esotici. A tale scopo e’
necessario partire dalle apparecchiature che i gruppi sperimentali gestiscono,
continuando a mantenerle in efficienza e nelle migliori condizioni di
funzionamento.
La preparazione del
programma di ricerche avverra’ anche attraverso una serie di giornate di
studio tendenti a:
1. presentare e
discutere i risultati scientifici raggiunti dai vari gruppi con apparati e
tecniche di analisi diverse;
2. discutere sugli
argomenti che possono essere di interesse per futuri esperimenti;
3. valutare le attuali
potenzialita' sperimentali e di analisi;
4. individuare filoni di
ricerca e sviluppi tecnologici comuni anche in considerazione dell'evoluzione
di questa fisica in campo europeo.
In particolare si
prevede una prima riunione, alla fine di ottobre, con la massima partecipazione,
nella quale, oltre ad una breve illustrazione dei vari apparati sperimentali e
delle tematiche fisiche gia’ affrontate, si richiedera’ di illustrare gli
sviluppi futuri che si possono prevedere per i prossimi 3-5 anni. In questa
occasione si costituiranno uno o piu’ gruppi ristretti con il compito di
presentare nella riunione successiva,
da tenersi tra dicembre e gennaio, una serie di idee da sottoporre a
discussione. In marzo-aprile si pensa di organizzare un workshop in cui, anche
con l’intervento di colleghi stranieri interessati, si possa discutere una
bozza di proposta, L’ultima riunione
infine e’ prevista per il mese di maggio-giugno per discutere della proposta
definitiva da presentare all’INFN.
Ricercatori
partecipanti
G. D’Erasmo, E. Fiore, A. Pantaleo, V. Paticchio
Sezione di Bari
M. Bruno, M. D’Agostino, M. L. Fiandri, A. Lanchais, N.
LeNeindre, F. Malaguti, G. Vannini
Sezione di Bologna
G. Cardella, E. De Filippo, J. Imme’, G. Lanzalone, G.
Lanzano’, A. Pagano, M. Papa, S. Pirrone, G. Politi
Sezione di Catania
S. Cavallaro, E. Geraci. E. La Guidara, F. Porto,
G.Raciti
Laboratori Nazionali del Sud di Catania
M. Bini, G. Casini, M. Chiari, P. Maurenzig, A. Olmi, G.
Pasquali, G. Poggi,
S. Piantelli, A. Stefanini
Sezione di Firenze
F. Gramegna
Laboratori Nazionali
di Legnaro
M. Cavinato, E. Fabrici, E. Gadioli, E. Gadioli Erba, P.
Guazzoni, A. Moroni, L. Zetta
Sezione di Milano
N. De Cesare, E. Rosato, M. Vigilante
Sezione di Napoli
U. Abbondanno, G. Margagliotti
Sezione di Trieste
Hanno espresso il loro interesse i teorici:
F. Cannata
Sezione di Bologna
V. Baran, A. Bonasera, M. Colonna, M. DiToro
Laboratori Nazionali del Sud di Catania
Considerazioni sulla fisica degli ioni pesanti non relativistici
Nuovi apparati sperimentali e la possibilita’ di accelerare
fasci di ioni pesanti “esotici” aprono eccitanti prospettive per la fisica
degli ioni pesanti ad energie di eccitazione da zero ad alcun decine di
A.MeV. Anche se negli ultimi anni si
sono fatti dei progressi nella comprensione della fisica degli ioni pesanti e
delle proprieta’ della materia nucleare, non si puo’ negare che le informazioni
ottenute sono frammentarie ed a volte in contrasto tra di loro. Una delle cause di questo fatto e'
sicuramente la mancanza di un coordinamento degli esperimenti teso a realizzare
uno studio piu' completo possibile di uno stesso problema fisico: una misura di
questo tipo potrebbe riguardare, per esempio, lo studio di una curva calorica
utilizzando sempre la stessa combinazione
proiettile-targhetta e selezionando gli urti centrali all'aumentare
dell'energie del fascio. Restando a questo esempio particolare, sarebbe anche
possibile lo studio del cambiamento della curva calorica con la taglia del
sistema e (grazie ai progettati fasci radioattivi) con il variare di N/Z. Va
anche sottolineato che con i nuovi rivelatori (o con combinazioni di piu’
rivelatori) si avrebbe la possibilita’ di studiare la variazione dell’EOS in
funzione della massa e non solo della carica come si e’ fatto quasi
esclusivamente finora.
Alcuni dei temi di indagine di attuale interesse
che potrebbero essere studiati sistematicamente in futuro, anche con rivelatori
piu’ moderni, sono:
·
Reazioni di
fusione sottobarriera ad energie bassissime (dove i gradi di liberta’ degli
elettroni possono giocare un ruolo) utilizzando anche fasci esotici. Questi studi possono dare dei ‘constraint’
importanti, per esempio, nei modelli di evoluzione stellare. Non solo, uno studio dettagliato della
funzione d’eccitazione di fusione potrebbe mettere in evidenza delle
oscillazioni nella funzione d'eccitazione di fusione, fatta a piccoli steps
d'energia di fascio, previste da alcuni modelli (in particolare per nuclei
leggeri) e dare delle utili informazioni sulla dinamica della fusione
sottobarriera.
·
Limiti della
fusione soprabarriera (e/o di deep inelastic) ed ‘overlap’ con le reazioni di
frammentazione. In particolare si
potrebbe meglio definire la fusione incompleta e se sia questo meccanismo a
produrre i frammenti di liquido previsti nelle transizioni liquido gas ed
osservati nelle reazioni ad energie intermedie. Questi limiti devono essere considerati non solo all’aumentare
dell’energia del fascio ma anche in presenza di grandi variazioni del rapporto
isotopico N/Z. In quest’ottica non dimentichiamo anche la possibilita’ di
reazioni come quelle Au+Au alle energie comprese tra gli 8 e i 20 A.MeV, che
potremmo considerare come “esotiche” in quanto il sistema che si forma in urti
centrali e’ un sistema di massa circa 400 e carica 200 con N/Z = 1.5. Recenti
calcoli teorici danno la possibilita’ che un tale sistema intermedio si formi
per un tempo abbastanza lungo (>1000 fm/c).
·
Reazioni di
frammentazione e transizioni di fase liquido-gas. Un sistema finito e non confinato, possa raggiungere o meno
l’equilibrio termico (e chimico) anche quando l’energia d’eccitazione e’
dell’ordine dell’energia di legame. Per parlare cioe’ di diverse fasi (tipo
liquido e gas o quarks e nucleoni) e’ necessario invocare un’equilibrio? Ovviamente al cambiare di N/Z (come della
massa totale del sistema), ci si aspettano delle variazioni nella dinamica
perche’ cambia l’EOS. Per dare delle
risposte precise a queste domande bisogna non solo avere delle informazioni
sulle masse ma anche sui neutroni emessi nella reazione, in quanto l’emissione
dei neutroni non e’ banalmente riducibile a quella dei protoni con una qualche
modifica dovuta al campo Colombiano.
·
I primi
istanti della reazione sono caratterizzati dalla produzione di particelle
leggere, ma anche di fotoni di alta energia e, dove energeticamente possibile,
di pioni. Manca uno studio sistematico
ad energie intermedie delle produzione di fotoni energetici (e pioni) ed il
confronto con modelli dinamici per reazioni tra ioni molto massivi, del tipo 139La+139La
o con ioni piu’ pesanti. Bisogna
ricordare a tal proposito che calcoli Boltzmann-Uehling-Uhlenbeck (BUU) o
Boltzmann-Nordheim-Vlasov (BNV) o Vlasov-Uehling-Uhlenbeck (VUU) non riproducono la produzione di
fotoni a 125 A.MeV per La+La. Inoltre
calcoli teorici recenti indicano che la massa dei mesoni cambia in materia
nucleare a seconda della densita’ raggiunta.
Se questo e’ vero, un pione per esempio quando esce dalla zona del
nucleo deve diseccitarsi e puo’ farlo emettendo un fotone. Esperimenti di coincidenza fotone-pione o
fotone-fotone ci potrebbero dare delle informazioni sulla massa del pione a
densita’ circa dello stato fondamentale alle energie di circa 80 A.MeV.
TERMODINAMICA DELLA MATERIA NUCLEARE: COESISTENZA E TRANSIZIONI DI FASE
NELLA MULTIFRAMMENTAZIONE
Le collisioni fra ioni pesanti permettono di studiare
la materia nucleare (finita) alla quale sia stata fornita una certa quantita’
di energia. Questa energia puo’ essere “utilizzata” dal sistema come energia di
eccitazione termica, ottenendo cosi’ un sistema nucleare “caldo”, e/o come
energie non termiche di rotazione, compressione, etc.... La possibilita' di
ottenere nuclei lontano dalle loro condizioni normali rende possibile lo studio
delle transizioni di fase della materia nucleare finita.
|
Fig. 1 Phase diagram of the nuclear matter |
In particolare, alle energie da pochi A.MeV a circa 100 A.MeV, e’
accessibile la cosiddetta prima transizione di fase e cioe’ una transizione
che avviene a densita' inferiori alla densita' nucleare normale ed a
temperature di qualche MeV[1]. La transizione e’ del tipo
liquido-gas: i nuclei si comportano come liquidi di Fermi a densita' normale
ed a temperatura zero e come gas a basse densita’ a temperature piu’ elevate (vedi
Fig.1). |
La materia nucleare “scaldata”, deformata e/o compressa e’ governata da una equazione del tipo Van der Waals[2]. Nella fisica della materia si ha in queste condizioni una transizione liquido-gas. In fisica nucleare il fenomeno e' molto piu' difficile da osservare. Il meccanismo di diseccitazione evolve da emissione sequenziale di particelle (per evaporazione) dal nucleo composto o fissione (energie di eccitazione E* ≈ 1 A.MeV), fino ad un processo simile ad un'esplosione che coinvolge l'intero nucleo (E* ≈ 8 A.MeV) in cui si ha l’emissione multipla (multiframmentazione) di frammenti di massa intermedia (IMF). In linea di principio le transizioni di fase indotte da reazioni fra ioni pesanti sono determinate dalla dinamica del canale d'ingresso: modelli dinamici[3,4] prevedono infatti che, dopo una veloce compressione ed espansione, il sistema nucleare arrivi ad uno stato instabile all'interno della curva di coesistenza nella regione metastabile o in quella instabile (spinodale). Dopo tale stato il sistema puo’ evolvere verso uno stato termodinamico stabile di due fasi in coesistenza e quindi lo stadio seguente diventa compatibile con una evoluzione statistica[5]. Misure recenti hanno mostrato che e’ possibile selezionare sistemi che multiframmentano in condizioni di equilibrio statistico. Usando complesse analisi di correlazioni si e’ anche giunti a stimare i parametri critici della transizione liquido-gas della materia nucleare[6]. L’importanza di effetti di non equilibrio e’ ancora un problema aperto e sara’ possibile ottenere informazioni da misure sempre piu’ esclusive con rivelatori di nuova generazione. La competizione fra effetti dinamici e statistici della transizione di fase presenta analogie con il caso della transizione al quark-gluon plasma.
|
Fig. 2 La curva calorica pubblicata dalla
collaborazione Aladin[2]. |
Fig. 3 Curva calorica: risultati della collaborazione
Sis[7]. |
Fig. 4 Curva calorica:
risultati della collaborazione Multics[8], confrontati con
risultati precedenti |
I
gruppi italiani hanno ottenuto una serie di risultati importanti in questo
campo della fisica nucleare. La collaborazione Aladin al GSI, alla quale ha
contribuito un gruppo di Catania, ha
effettuato la prima misura della “curva calorica” (energia di eccitazione –
temperatura)[2] (transizione di fase del tipo liquido-gas, vedi
Fig.2). Il gruppo di Catania ha in seguito effettuato misure, che confermano ed
estendono i risultati precedenti, sia presso il NSCL della MSU che presso il CS
dei LNS (vedi Fig.3)[7]. Risultati compatibili[8] sono stati ottenuti dalla collaborazione
Multics, con esperimenti presso il NSCL della MSU (vedi Fig.4). In particolare
sono stati studiati gli esponenti critici[9,10], che assumono dei
valori particolari in caso di transizione di fase. In Fig. 5 e’ mostrato un
esempio di determinazione di uno di questi parametri (b), che si ottiene da un fit della dimensione del
frammento piu’ grosso, in funzione del numero dei prodotti carichi emessi,
proporzionale all’energia di eccitazione. E’ stato ricavato per la prima volta,
attraverso lo studio delle fluttuazioni, il calore specifico della transizione.
I risultati (vedi Fig.6) mostrano una regione di energia di eccitazione nella
quale il calore specifico risulta negativo[11], compatibilmente con
previsioni di transizione di fase del primo ordine[12].
|
Fig. 5 determinazione
del parametro critico b[10] |
Fig. 6 Calore specifico negativo ottenuto dalla
collaborazione Multics[11]. |
Diverse misure sono in corso in questo ambito, sia
all’interno delle collaborazioni precedenti, sia con misure delle
collaborazioni Strega[13] e Reverse[14].
Gli apparati esistenti hanno una ottima risoluzione in
energia dei prodotti rivelati (dell’ordine di 1-2%) con una bassa soglia di
identificazione (~ 1 A.MeV): essi permettono un’ottima identificazione
contemporanea di massa e carica (anche se in un range limitato di energia e Z)
ed un’accurata determinazione dell’energia di eccitazione. Queste
caratteristiche sono il punto di partenza per R&D rivolti a futuri
esperimenti con fasci stabili ed esotici. E’ infatti necessario studiare come
estendere l’identificazione in carica e massa in un piu’ ampio intervallo e se
la misura di neutroni e g possa dare informazioni non ottenibili con la
misura dei prodotti carichi. Risulta quindi chiaro che misure complementari,
effettuate con apparati diversi, potrebbero migliorare la comprensione dei
fenomeni. E’ da sottolineare inoltre l’importanza di poter estendere queste
misure al caso di fasci esotici. Recenti calcoli dinamici infatti predicono
l'esistenza di una nuova regione spinodale dovuta a fluttuazioni della
concentrazione di protoni. In questa nuova regione e' predetto una
distillazione di isospin che
arricchisce la fase liquida (frammenti) con materia simmetrica e la fase
gassosa con materia ricca in neutroni[15]. Calcoli termodinamici[16]
confermano queste predizioni, mentre calcoli teorici statistici[17]
mostrano una maggior sensibilita' all'isospin della parte liquida, rispetto
alle previsioni di modelli dinamici. Cosi' una visione preliminare suggerisce
una struttura molto piu' ricca di quella che ci si potrebbe aspettare per una
materia nucleare omogenea.
Tutti questi nuovi studi teorici e alcune misure pionieristiche
sperimentali[18] hanno spinto la comunita' scientifica
internazionale a discutere della possibilita' di costruire nuove
"facilities" (GSI, RIA in USA, Eurisol in Europa) consistenti
essenzialmente in acceleratori di fasci di ioni "esotici"
nell'intervallo energetico da 10 fino a circa 100 A.MeV. Ci si propone quindi
di valutare gli studi possibili con queste “facilities”.
[1]
Vedi ad esempio: P. Chomaz, Bologna 2000 – Structure of the Nucleus at
the dawn of the Century, Bologna 29/5-3/6/2000
[2]
J. Pochodzalla et al. Phys. Rev. Lett. 75 (1995)
1940.
[3]
Vedi ad esempio: M.
Belkacem et al. Phys. Rev. Lett. 73 (1994) 1765;
Phys. Rev. C52 (1995) 271
[4]
M.
Colonna, N. Colonna, A. Bonasera, M. DiToro Nucl. Phys. A541 (1992) 295.
[5]
D.H.E. Gross
Rep. Prog. Phys. 53 (1990) 605; Phys. Rep. 279 (1997) 119; J. Bondorf et al.
Nucl. Phys. A443 (1985) 321; Nucl. Phys. A444 (1985) 460; Phys. Rep. 257 (1995) 133.
[6]
Vedi ad esempio: M. D’Agostino et al. Phys. Lett. B
371 (1996) 175; Nucl. Phys. A650
(1999) 329.
[7]
G. Raciti - contr. to the conference Bologna 2000 –
Structure of the Nucleus at the dawn of the Century, Bologna 29/5-3/6/2000.
[8]
P. M. Milazzo et al. Phys. Rev. C
62 (2000) 041602.
[9]
M. L. Gilkes at al. Phys. Rev. Lett. 73 (1994) 2590; P.F. Mastinu et al. Phys. Rev. Lett. 76 (1996) 2646.
[10]
A. Bonasera et al. Rivista Nuovo
Cim. 23 (2000) 1.
[11]
M. D’Agostino et al. Phys. Lett. B 473 (2000) 219.
[12]
P. Chomaz and F. Gulminelli Nucl.
Phys. A 647 (1999) 153.
[13]
F. Gramegna et al. Nucl. Instr. and Meth. A389 (1997) 474.
[14]
S. Aiello et al. Nucl. Phys. A
583 (1995) 461.
[15]
V. Baran et al. Nucl. Phys. A 632 (1998) 287. V. Baran,
contr. to the conference Bologna 2000
Structure of the Nucleus at the dawn of the Century, Bologna
29/5-3/6/2000.
[16]
H. Mueller and
B.D. Serot, Phys. Rev. C 52 (1995) 2072.
[17]
A.S. Botvina and I.N. Mishustin, nucl-th/0011072.
[18]
S. J. Yennello et al. Phys. Lett. B (1994)
14; S. J. Yennello et al. contr. to the
conference Bologna 2000 – Structure of the Nucleus at the dawn of the Century,
Bologna 29/5-3/6/2000; H. S. Xu et al. Phys. Rev. Lett. 85 (2000) 716.
EQUAZIONE DI STATO DELLA MATERIA NUCLEARE
E STUDIO DEL TERMINE DI SIMMETRIA
Certamente la disponibilita' di fasci
radioattivi ha fatto nascere un grande interesse sulla dipendenza dall'isospin
della struttura dei nuclei. Una questione fondamentale e' la possibilita' di
avere una migliore conoscenza del termine di simmetria dell'equazione di stato
nucleare. Questo e' uno dei temi principali della presente proposta finalizzata
in buona parte sullo studio della dipendenza dall'isospin dei meccanismi di
reazione. L'idea di base e' di estrarre informazioni dirette sul termine di
simmetria in regioni lontane da quelle "normali" (attorno alla
densita' di saturazione), ma sempre in condizioni "controllate" di
laboratorio.
|
a)
Fig. 7
Equazione di stato per varie interazioni effettive. Nel pannello in alto le
curve superiori sono per la materia neutronica e quella inferiore per la
materia simmetrica. Nel pannello in basso e’ mostrato il termine di simmetria
da poteziale. |
Modelli di materia
nucleare asimmetrica ad alta densita' sono fino ad ora provati solo in
fenomeni astrofisici, esplosioni di supernovae e stelle di neutroni
(struttura massa/raggio e cooling). Anche se con collisioni di ioni (stabili
e/o instabili) ad energie intermedie certamente non si raggiungono regioni di
alta densita' si puo' tuttavia estrarre informazioni sulla "slope" del
termine di simmetria attorno alla densita' di saturazione (la "Pressione
di Simmetria") ponendo vincoli importanti sulle interazioni effettive
usate, anche per calcoli di stelle di neutroni. Facciamo inoltre notare che la stessa Pressione di Simmetria,
stavolta a densita' appena al
di sotto di quella normale,
e' |
anche
responsabile dello sviluppo della pelle di neutroni in nuclei (stabili e/o
instabili) ricchi di neutroni, vedi ad es. la discussione recente in [1]
in cui si sottolinea l'importanza di misure dirette della distribuzione di
materia nei nuclei anche stabili. Da qui la chiara complementarieta' fra misure
di reazioni e di struttura con fasci esotici. Come gia' detto le nostre presenti conoscenze sul termine di
simmetria della materia nucleare si riducono sostanzialmente al coefficiente a4
della formula di massa di Weiszaecker, ossia al suo valore a densita'
"normali" (di saturazione) nel volume nucleare.
Tutte
le interazioni effettive (relativistiche e non) sostanzialmente sono regolate
per riprodurre questo valore ed assistiamo a notevoli divergenze non appena ci
si allontana dalla densita' di
saturazione [2] (vedi Fig.7). E' interessante un piccolo commento su
questo punto per chiarire la situazione paradossale in cui ci troviamo al
presente, mentre si lavora su progetti di seconda e terza generazione di fasci
radioattivi. Le interazioni non-relativistiche, tipo Skyrme [3],
molto usate in calcoli di struttura, danno un termine di simmetria di tipo
"asy-soft", cioe' che dopo una crescita a basse densita' mostra un
punto di stazionarieta' attorno a r0 e quindi un valore decrescente ad alte
densita' (da cui stelle di neutroni instabili). Per sistemare questo punto
recentemente sono state introdotte le forze di Skyrme tipo "Lyon" [4],
che mostrano una "repulsione" di simmetria lentamente crescente al crescere
della densita'. Le stelle di neutroni si "stabilizzano" con
percentuali minime di protoni tali, ad esempio, da non permettere il meccanismo
URCA diretto per il raffreddamento tramite emissione di neutrini [5].
D’altra parte approcci piu' microscopici,
tipo variazionale o Brueckner- Hartree-Fock,
risolvendo al meglio il problema
dei molti corpi a partire
da un'interazione
|
Fig. 8 Contributo di simmetria al campo medio per
I=0.2 (asimmetria media di 124Sn): negativo per protoni. Curva
tratteggiata a tratto corto: asy-soft (tipo Skyrme). Tratto lungo: asy-stiff
(tipo Brueckner). Curva continua:
asy-superstiff (tipo RMF con mesone delta). |
"ottimale" nucleone-nucleone (tipo Bonn, Paris e/o
Argonne), sono ora tutti concordi su una previsione "asy-stiff" del
termine di simmetria, ossia con crescita lineare con r della repulsione ad alte densita', con tendenza ad
un comportamento "asy-super-stiff", cioe' con crescita circa
quadratica, quando vengono inseriti termini di interazione a tre corpi (che
migliorano le condizione di saturazione della materia simmetrica)[6,7,8]
(vedi Fig.8). Le teorie effettive relativistiche, di tipo campo medio (RMF) ed
oltre, tipo Dirac-Brueckner, danno tutte un andamento "stiff" del
termine di simmetria. Cio' e' facilmente riconducibile al presente uso
approssimato della quanto-adrodinamica. L'unica sorgente di termini
isovettoriali e' data dal mesone vettoriale
carico che porta
naturalmente ad |
un
contributo proporzionale alla densita' barionica. Tale schema puo' essere
modificato da una valutazione dei contributi di scambio, al momento trascurati
nell'uso corrente dei modelli relativistici [9]. In generale le
previsioni relativistiche, nell'ambito di modelli mesonici, sono tutte nella
direzione di comportamenti "stiff" o "super-stiff" [1,10]. La Fig. 2, termine di simmetria del campo
medio, suggerisce che le varie EOS avranno anche proprieta’ di “trasporto”
nucleoniche molto differenti.
|
Una particolare attenzione
e' anche dovuta all'effetto dell'isospin sulla parte "momentum
dependent" delle forze nucleari nel mezzo, ossia sulle masse effettive
dei nucleoni. Anche qui l'incertezza
delle previsioni e' impressionante. Nel settore non-relativistico tutte le forze di Skyrme, tranne Lyon-type, danno uno splitting delle masse
in materia asimmetrica con la massa del protone al di sotto di quella del
neutrone. Da notare che le forze
tipo Lyon danno esattamente un trend opposto! Tutti i calcoli tipo Brueckner [11]
hanno delle previsioni tipo le
forze |
Fig. 9 Masse effettive per neutroni/protoni da calcoli
Relativistic Mean Field. Curva a tratto lungo: materia simmetrica. Tratto
corto: I=0.8, Hartree con mesone delta. Intero: I=0.8, Hatree-Fock. Nel
riquadro il confronto con forze non relativistiche tipo Skyrme-Lyon (cerchi) [10]. |
di
Skyrme (non-Lyon). Nell'approccio relativistico di campo medio c'e' bisogno
dell'introduzione di un mesone scalare carico, tipo δ, per avere una
dipendenza dall'isospin della massa effettiva del nucleone. Si vede subito che
lo splitting dev'essere nella direzione
opposta rispetto alle
previsioni non relativistiche tipo Skyrme (non - Lyon) e Brueckner [10,12].
Un esempio e’ fornito dalla Fig. 9. Anche qui sono da sottolineare le
implicazioni delle diverse previsioni su effetti di struttura (densita' dei
livelli) per nuclei esotici oltre che naturalmente su proprieta' di trasporto
della materia asimmetrica. Nuove misure con rivelatori con alta granularita' e
migliore precisione nella separazione delle masse potranno dare nuove
informazioni di grande valore fondamentale.
Esistono
pochissimi risultati sperimentali che possano dare informazioni sul termine di
simmetria dell’equazione di stato.Un recente esperimento [13] e’
stato effettuato con fasci di stagno su bersagli di stagno (e precisamente
misure di 112Sn + 112Sn , 124Sn + 124Sn,
112Sn + 124Sn ad E/A = 50 MeV).
|
Fig. 10 Risultati sperimentali di isotopi ed
isotoni confrontati con predizioni teoriche ottenute con termini asy-stiff e
asy-soft. |
Sono stati ricavati sperimentalmente i valori della densita’ media
neutronica e protonica per isotopi ed isotoni e confrontati con previsioni
BUU con termini di asimmetria “stiff “e “soft” [14]. I risultati,
mostrati in Fig. 10, sono in accordo piu’ con il termine “stiff”, ma la
selezione di centralita’ nei dati sperimentali e’ ancora abbastanza
grossolana. |
[1]
B.A.Brown, Phys.Rev.Lett. 85 (2000) 5296;
C.J.Horowitz and J.Piekarewicz, "Neutron star structure and the neutron radius of 208Pb",
arXiv:astro-ph/0010227, Phys.Rev.Lett. in press
[2] M.DiToro et al.,
Progr.Part.Nucl.Phys. 42 (1999) 125
[3]
H.Krivine, J.Treiner and O.Bohigas, Nucl.Phys.
A336 (1980) 155 e ref.s
[4]
E.Chabanat et al., Nucl.Phys. A627 (1997) 710
[5]
J.M.Lattimer et al, Phys.Rev.Lett. 66 (1991)
2701
[6]
A.Akmal, V.R.Pandharipande and D.G.Ravenhall,
Phys.Rev.C58 (1998) 1804
[7]
M.Baldo, I.Bombaci and F.G.Burgio, Astr.and
Astrophys. 328 (1997) 274
[8]
A.Lejeune, U.Lombardo and W.Zuo, Phys.Lett.B477
(2000) 45
[9] V.Greco et al.,
Phys.Rev.C63 (2001) 035202
[10]
V.Greco et al, "Asymmetric Nuclear Matter
in a Hartree-Fock approach to non linear quantum-hadrodynamics",
ArXiv:nucl-th/0011033, sub. PRC
[11]
W.Zuo, I.Bombaci and U.Lombardo, Phys.Rev.C60
(1999) 024605
[12]
S.Kubis and M.Kutschera, Phys.Lett.B399 (1997)
191
[13]
H. S. Xu et al. Phys. Rev. Lett. 85 (2000)
716
[14]
W. P. Tan et al. - preprint
EFFETTI
DINAMICI ED EMISSIONI VELOCI
Gli ultimi 10 anni di
studi sulle collisioni tra ioni pesanti di massa A » 100 ad energie tra
10 e 50 A.MeV hanno evidenziato la presenza, con importanza relativa che
dipende sia dell'energia di
bombardamento che del parametro d'urto, di collisioni tipo deep-inelastic
e di processi di multiframmentazione.
Alle cosiddette energie di Fermi (20-30 A.MeV) la maggior parte della
sezione d'urto e’ costituita da collisioni binarie, in cui l'eventuale presenza
di 3 o 4 frammenti pesanti (A ³ 20) nello stato
finale e’ generalmente dovuta alla fissione sequenziale di uno o tutti e due i
partner di reazione. Gli urti periferici o semi-periferici sono dominati dai
processi deep-inelastic mentre nelle collisioni centrali si puo’
verificare la formazione di sistemi
nucleari (che eventualmente frammentano) attraverso processi tipo quello della fusione incompleta. In tutti i casi,
specie per le collisioni semi-periferiche, i tempi di interazione sono
estremamente brevi (10-22s) e cio', combinato con l'influenza del
Pauli blocking, impedisce al sistema di raggiungere un completo equilibrio
termodinamico su larga scala.
Si manifestano quindi
effetti di non-equilibrio la cui presenza e’ stata evidenziata da:
·
emissione di particelle leggere e frammenti di massa intermedia (IMF) non riconducibile all'emissione evaporativa
dei soli prodotti di reazione principali;
·
memoria del canale d'ingresso nelle distribuzioni degli
osservabili legati al decadimento dei frammenti pesanti
Emissione non evaporativa di particelle e IMF
Nelle interazioni
semi-periferiche tra ioni pesanti, gia’ ad energie incidenti dell'ordine della
decina di A.MeV, si osserva l'emissione di IMF oltre a quella, nota da maggior
tempo, di particelle leggere. Lo studio
di queste emissioni ha mostrato recentemente aspetti inattesi; in particolare
gli IMF sembrano venir prodotti da meccanismi
di reazione che, seppur molto
diversi, corrispondono sempre a fasi abbastanza iniziali dell'interazione tra i due ioni su cui danno informazioni estremamente importanti.
Nel seguito riportiamo alcuni esempi di tali studi.
La presenza, in una rappresentazione
Galilei-invariante delle velocita’ delle particelle emesse (rappresentazione vpar
- vperp} rispetto all'asse di separazione individuato dai due
frammenti pesanti nel canale di uscita), di distribuzioni non completamente
riconducibili alla pura emissione statistica dai due nuclei eccitati prodotti
in una collisione binaria e’ generalmente identificata con il nome di preequilibrium
emission o midvelocity emission (vedi ad esempio Fig.11). Diversi
esperimenti[1,2] ne hanno caratterizzato ulteriormente l'andamento
rispetto alla componente evaporativa dai frammenti pesanti sia in funzione
dell'energia di bombardamento sia in funzione del parametro d'urto (vedi Fig.
12).
Si deve inoltre
sottolineare che la composizione isotopica della midvelocity emission e
risultata piu’ ricca di neutroni della corrispondente parte evaporativa (cfr.
anche la parte “Distillazione di
isospin” della presente proposta) e che
il rapporto tra le intensita’ delle due emissioni cresce con la carica del
frammento emesso.
L'origine di tali risultati sperimentali e’
attualmente molto dibattuta in quanto gli effetti sopra citati possono
essere interpretati come
il risultato sia
della natura
|
Fig. 11 Correlazioni di velocita’. Dati della collaborazione
Indra[1] |
Fig. 12 Contributi alla emissione di particelle cariche e di IMF. Dati INDRA[1] |
dinamica della collisione
sia di una pura emissione statistica a tempi brevi perturbata dall'interazione
coulombiana. Senza voler entrare in tale dibattito, che d'altra parte necessita
di ulteriori informazioni sperimentali ed investigazioni teoriche, la midvelocity
emission sembra rappresentare il passo intermedio tra la fast oriented
fission (cfr. Piu’ avanti) osservata
ad energie di bombardamento inferiori e la formazione della fireball
caratteristico delle energie piu’ alte.
|
Fig. 13 Spettri dei frammenti di C prodotti nell'interazione
di 16O e 59Co a 250 MeV. (punti pieni - risultati sperimentali, istogrammi e curve continue - contributi
di frammentazione binaria e coalescenza. |
Altre informazioni
sui processi di produzione degli IMF sono emerse dallo studio
dell'interazione tra 16O e
59Co a un'energia di 250 MeV[3]. Gli spettri di energia
degli IMF (B, C e N) mostrano due distinti contributi. Il primo, presumibilmente
dovuto a una frammentazione binaria
del proiettile domina agli angoli in avanti (θ ≤ 15o)
con un massimo a energie molto maggiori della barriera coulombiana.
All'aumentare dell'angolo di emissione diventa sempre piu’ importante un
secondo contributo che invece mostra un massimo alla barriera coulombiana. In
Fig. 13 sono mostrati gli spettri del C osservati ad angoli compresi tra 10o
e 50o. L'analisi del contributo di frammentazione binaria mostra,
in accordo con precedenti studi sulla frammentazione del 12C [4], che
al |
momento della
frammentazione l'energia cinetica dell' 16O e’ sensibilmente minore
di quella che ci si potrebbe aspettare considerando il potenziale agente tra i
due ioni e suggerisce che prima di frammentarsi l'16O abbia perso
energia in un'interazione di stato iniziale col nucleo bersaglio. Tenendo conto
di questa perdita di energia la dipendenza dello spettro di frammentazione
dall'angolo e dall'energia e’ riprodotto in modo soddisfacente da un calcolo
basato sulla local plane wave approximation suggerita da McVoy e Hussein [5,6] che, nella Fig.
13 e’ dato dall'istogramma. Il
contributo a energia piu’ bassa, che diventa dominante agli angoli maggiori,
dato nella figura dalla curva a linea continua, e’ riprodotto assumendo che sia
dovuto alla coalescenza di nucleoni con momento comparabile nel corso della termalizzazione
dei nuclei compositi prodotti nella fusione del 16O con il nucleo
bersaglio in collisioni centrali o di solo parte di esso in collisioni piu’
periferiche [7]. Questa termalizzazione nel corso della quale
l'energia di moto ordinata dei due ioni che fondono si trasforma in energia
disordinata di tipo termico si assume sia dovuta a una cascata di interazioni a
due corpi descritta con la teoria delle Boltzmann master equations [8].
Se questa interpretazione e’ corretta i due
contributi sono dovuti a due contributi indipendenti che danno rispettivamente
informazioni sull'interazione di campo medio tra i due ioni interagenti e sulle
interazioni a due corpi tra i nucleoni dei due ioni una volta che sono venuti a
contatto e mostra come lo studio di questi processi sia indispensabile per
comprendere i diversi aspetti dell'interazione.
Uno studio sistematico dell'emissione di IMF
(la sua dipendenza dalla simmetria dell'interazione iniziale, dall'isospin dei
nuclei interagenti, dalla loro energia relativa e del loro momento angolare)
non esiste ed e’ quindi fortemente auspicabile. La maggior parte dei risultati
finora pubblicati non distinguono i contributi dei diversi isotopi dei
frammenti osservati (un'informazione estremamente importante sia nello studio
degli effetti di campo medio che della coalescenza), ma forniscono solo la
distribuzione in energia per un dato
valore della carica, come mostrato in Fig. 13.
Memoria del canale
d'ingresso nel decadimento dei frammenti pesanti
Lo studio del decadimento
dei frammenti pesanti prodotti in collisioni binarie ad energie intermedie ha
messo in luce l'esistenza di comportamenti inattesi in un quadro di completo
equilibrio nei gradi di liberta’ interni al sistema. In particolare sono state
evidenziate le seguenti anomalie:
a) dipendenza della
probabilita’ di fissione dal trasferimento netto di massa. In reazioni
periferiche o semi-periferiche selezionando l'energia di eccitazione nello
stato finale e la massa del frammento fissionante e’ stata misurata (vedi
Fig.14) una asimmetria nella probabilita’ di fissione a seconda che il
frammento abbia raggiunto il valore di massa scelto tramite un guadagno o una
perdita di massa [9,10];
b) dipendenza della
suddivisione dell'energia di eccitazione dal trasferimento netto di massa [11].
Il numero di nucleoni emessi nel decadimento di ciascuno dei due frammenti
pesanti emessi in una collisione binaria e’ direttamente correlato all'energia
di eccitazione del frammento stesso. La misura di tale numero ha chiaramente
mostrato che, a parita’ di massa finale raggiunta nel processo deep-inelastic
antecedente all'evaporazione, il frammento che ha guadagnato massa emette piu’
nucleoni come probabile conseguenza di una
maggiore energia di eccitazione;
|
Fig. 14 Probabilita’ di fissione in reazioni asimmetriche
(Sn+Mo) e simmetriche (Sn+Sn) a 19 AMeV in funzione della massa fissionante. |
Fig. 15 Rapporti di molteplicita’ tra H e He in funzione
dell'energia di eccitazione |
c) dipendenza del
rapporto tra le molteplicita’ di H e He dal trasferimento netto
di massa[12]. Anche su tale osservabile, una volta selezionata la
massa del frammento emettente, e’ possibile rilevare che l'evaporazione
successiva ad una collisione binaria mantiene una memoria della storia
precedente, evidenziando un valore minore del rapporto nel caso in cui il
frammento ha avuto un aumento netto di massa (Fig. 15). Tale riduzione nel
rapporto potrebbe indicare di una asimmetria nella suddivisione del momento
angolare, tenendo in considerazione il fatto che l'emissione di He e’
favorita all'aumentare del momento angolare;
d) fast oriented fission[10]. Evidenze di una memoria del canale di ingresso sono state riconosciute
anche nello studio della distribuzione angolare degli eventi con 3 frammenti
pesanti nello stato finale. A seguito dell'identificazione di 2 dei 3 nuclei
pesanti quali prodotti di fissione di uno dei frammenti primari risultanti da
una collisione binaria, e’ stata osservata una tendenza all'allineamento dell'asse
di fissione con l'asse primario di scissione binaria in funzione
dell'asimmetria in massa della fissione. Tale allineamento favorisce
l'emissione del frammento di fissione piu’ leggero in direzione opposta
rispetto a quella di volo del nucleo fissionante, e puo' essere ricondotto ad
una scissione molto veloce ( ≤ 10-21s) su scale temporali
almeno un ordine di grandezza inferiori rispetto a quelle tipiche della
fissione ordinaria.
L'interpretazione di tutti questi effetti
in una unica cornice non e’ ancora stata possibile, anche se alcuni tentativi
di ricondurli all'esistenza di un "neck" in corrispondenza della
regione di contatto tra i due nuclei interagenti sono gia’ stati fatti.
L'estensione di tali
studi sperimentali a sistemi caratterizzati da canali di ingresso con massa
diversa ed isospin maggiormente asimmetrico rispetto a quelli finora studiati
potrebbe poi dare ulteriori informazioni sulle caratteristiche dei singoli
processi sopra
elencati, favorendone
una interpretazione comune.
[1]
E.Plagnol et al. Phys. Rev. C 61
014606
[2]
S.Piantelli et al.
inviato a Phys.Rev.Letters
[3]
E. Gadioli
et al. in corso di pubblicazione
[4]
E.Gadioli, et al.
Eur. Phys. J.
A 8 (2000) 373
[5]
K.
W. McVoy and M. Carolina Nemes, Z. Phys.
A295 (1980) 177
[6]
M. S. Hussein, K. W. McVoy and D. Saloner,
Phys. Lett. 98B (1981) 162.
[7]
M. Cavinato, E.
Fabrici, E. Gadioli, E. Gadioli Erba, M. Galmarini and A. Gritti, Z. Phys.
A 347 (1994) 237.
[8]
M. Cavinato, E.
Fabrici, E. Gadioli, E. Gadioli Erba and G. Riva, Nucl.Phys. A679 (2001) 753
[9]
G. Casini et al,
Phys.Rev.Letters 67 (1991) 3364
[10]
A. Stefanini et al, Zeitschrift für
Physik A 351(1995) 167
[11]
G.
Casini et al, Physical Review Letters 78
(1997) 82
[12]
G.
Casini et al, Physical Review Letters
83 (1999) 2357
DISTILLAZIONE DI ISOSPIN NELLA
MULTIFRAMMENTAZIONE NUCLEARE
La
transizione di fase liquido-gas in un sistema a due componenti e' certamente
piu' ricca poiche' abbiamo un nuovo grado di liberta', la concentrazione, che
possiamo variare nelle due fasi. Questo e' alla base del processo di
distillazione. Un fenomeno di questo tipo avviene nella transizione liquido-gas
della materia nucleare asimmetrica diluita, ossia nella fase di espansione in
una collisione fra nuclei (ad es. ricchi di neutroni). Questo effetto deve
essere legato alla "slope" del termine di simmetria a basse densita':
alla materia nucleare asimmetrica costa infatti molta energia formare clusters
con lo stesso grado di asimmetria iniziale (instabilita' meccaniche di tipo
spinodale come quelle gia' studiate per la materia simmetrica), mentre e' molto
piu' economico formare clusters variando anche la concentrazione nella
direzione della valle di stabilita', ossia verso un maggiore simmetria: effetto
"chimico" che porta ad una distillazione dei neutroni (o
dell'isospin), aumento dei neutroni nella fase gassosa in quanto i protoni sono
molto richiesti per formare i clusters.
Questo
argomento energetico funziona tanto meglio quanto piu' ripida e' la salita del
termine di simmetria andando dalla zona diluita a quella a densita' normale. Da
qui l'interesse di esperimenti di multiframmentazione in ambiente ad alta
"densita' di isospin" per estrarre informazioni dirette sulla
"slope" del termine di simmetria.
Un’analisi
dettagliata della transizione di fase del I ordine in materia asimmetrica si
trova nel citatissimo lavoro di Mueller e Serot [1] le cui
conclusioni pero' suggeriscono modi instabili di oscillazione di tipo
isovettoriale, ossia dei protoni contro i neutroni. La questione e' stata
definitivamente chiarita nel lavoro [2] dove si mostra come i modi
normali instabili siano sempre di tipo isoscalare, ma con ampiezze diverse dei
protoni rispetto ai neutroni che portano ad una piu' alta concentrazione
protonica nella zona a maggiore densita' e di conseguenza alla
"distillazione" dei neutroni. In ogni caso uno studio della dinamica
di questa nuova transizione di fase appare molto importante se si vogliono
confrontare previsioni di non-equilibrio con modelli statistici [3,4].
In particolare, a parte effetti tipicamente dinamici come flussi collettivi e
differenti contributi coulombiani, a livello di frammenti primari al tempo di
freeze-out segnali di frammentazione di non-equilibrio, direttamente legata
alle fase instabile, si dovrebbero vedere in una maggiore simmetria iniziale ed
in distribuzioni molto piu' strette in N/Z [5].
Chiaramente
i frammenti primari sono ancora fortemente eccitati per cui buona parte di
queste differenze, essenziali per poter risalire ad un termine di simmetria
"ottimale", vengono ridotte in cio' che si misura nei rivelatori se
non si procede ad analisi sempre piu' esclusive.
Bisogna
notare che una reazione di multiframmentazione presenta varie fasi, emissione
veloce di nucleoni, compressione, espansione, frammentazione, decadimenti dei
frammenti primari, ed in ogni caso l'aspetto dinamico e' fondamentale, anche
assumendo che ad un certo punto il sistema si possa equilibrare. Praticamente
ad ogni step della collisione il termine di simmetria svolge un ruolo
essenziale, e l'interpretazione dei dati richiede una chiara e consistente
descrizione teorica. Anche sotto questo aspetto semplici modelli di
multiframmentazione statistica appaiono riduttivi ed in ogni caso richiedono
degli inputs "dinamici", con tutti i "rischi" dei modelli
"ibridi" [6,7].
Da
sottolineare infine l'importante cross-check sul termine di simmetria che viene
dalle reazioni di "neck-fragmentation" (v.il paragrafo precedente)
ossia con produzione di frammenti nella regione di "mid-rapidity" in
collisioni semi-centrali. Qui gli effetti dinamici sono essenziali per la scala
ridotta dei tempi di interazione. I primi risultati di simulazioni dinamiche
con equazioni stocastiche del trasporto [7,8] sono molto
incoraggianti. La dinamica del neck (produzione di frammenti, processi di
quasi-fissione degli "spettatori") appare molto sensibile al termine
di simmetria. In particolare, contrariamente a cio' che avviene in urti
centrali, i frammenti prodotti nella regione del neck appaiono piu' ricchi di
neutroni per un fenomeno di migrazione dei protoni verso la zona a
densita' piu' alta degli "spettatori", fenomeno ancora molto
sensibile alla "slope" del termine di simmetria [7].
In
conclusione le reazioni di frammentazione, se analizzate con sistemi completi
di rivelazione e di selezione di centralita', appaiono essere degli strumenti
estremamente validi per risalire a proprieta' fondamentali dell'interazione
nucleare nel mezzo, nella sua dipendenza dall'isospin (vedi la parte sulla
equazione di stato della materia nucleare). Naturalmente la possibilita' di
usare fasci radioattivi, quindi con maggiori asimmetrie, rendera' piu' evidenti
tutti questi effetti dovuti al termine di simmetria.
Esistono
solo poche misure effettuate utilizzando fasci e bersagli di isotopi esistenti
in natura con grande variazione del numero di neutroni, come Ni (da 58 a 64) o Sn
(da 112 a 124). Le misure piu’ recenti sono state effettuate utilizzando il
ciclotrone superconduttore dei Laboratori Nazionali del Sud di Catania, con
parte dell’apparato Chimera nell’esperimento Reverse, ma i dati sono ancora in
corso di analisi [9].
|
Fig. 16 Differenza DA fra il numero
totale di neutroni legati nei frammenti rivelati ed il numero dei neutroni
del proiettile. a) 30 A.MeV; b) 50 A.MeV. |
Alcune misure sono state effettuate utilizzando il ciclotrone
superconduttore dell’Universita’ Texas A&M, con fasci di 28Si
su bersagli di 112Sn e 124Sn a 30 e 50 A.MeV [10].
I risultati in Fig. 16 mostrano la differenza DA fra il numero totale di neutroni legati nei
frammenti rivelati ed il numero dei
neutroni del proiettile. Come si puo’
vedere DA varia sia in funzione del bersaglio che
dell’energia. Cio’ puo’ essere
spiegato in diversi modi, ad esempio
che ci siano |
piu’
neutroni trasferiti dal bersaglio al proiettile con lo 124Sn, oppure
che ci siano piu’
|
neutroni emessi dal quasi proiettile quando il bersaglio e’ lo 112Sn,
oppure che ci siano piu’ neutroni trasferiti dal proiettile al bersaglio nel
caso questo sia 112Sn. L’esperimento a 50 A.Mev ha permesso di
studiare il Quasi Proiettile (QP) a diverse energie di eccitazione,
determinare la relazione fra rapporto N/Z del QP ed energia di. eccitazione,
e studiare quindi alcuni osservabili in funzione del rapporto N/Z [11]. |
Fig. 17 a) Molteplicita’ di frammenti, di particelle
leggere e di IMF; b) rapporto fra N/Z
di LCP ed IMF in funzione di N/Z del QP. |
In
Fig. 17 (pannello di sinistra) sono mostrate la molteplicita’ di frammenti
carichi (quadrati), di particelle leggere cariche (LCP-cerchi) e di frammenti
di massa intermedia (IMF-triangoli) in funzione del rapporto N/Z. Nel pannello
di destra e’ mostrato il rapporto fra N/Z di LCP ed IMF in funzione del
rapporto N/Z del quasi proiettile. Il risultato, ancorche’ preliminare e
limitato a questo sistema, sembra indicare che la parte gassosa sia piu’ ricca
in neutroni della parte liquida.
|
Fig. 18 Rapporti di produzione fra isobari di nuclei
mirror |
Un esperimento [6] con proiettili e bersaglio di 112Sn
e 124Sn, svolto al NSCL della MSU, ha permesso di dare alcune
indicazioni sul rapporto fra densita’ di neutroni e protoni, studiando il
rapporto di produzione fra isobari di nuclei “mirror” in funzione della
differenza fra l’energia di legame (vedi Fig. 18). Le indicazioni che si
ottengono indicherebbero anche in questo caso il maggior contenuto di
neutroni nella parte gassosa rispetto a quella liquida. |
Questi
risultati sono ancora molto preliminari perche’ le selezioni delle sorgenti
sono ancora grossolane. Una nuova generazione di esperimenti, sia con fasci
stabili, che con fasci “esotici” potrebbe permettere di studiare con maggior
dettaglio queste proprieta’, dando contemporaneamente informazioni sul termine
di simmetria dell’equazione di stato della materia nucleare (vedi paragrafo
dedicato)
[1]
H.Mueller and B.D.Serot, Phys.Rev.C52 (1995)
2072
[2] V.Baran, M.Colonna,
M.DiToro and V.Greco, Phys.Rev.Lett. 86 (2001) 4492
[3] M.Colonna, M.DiToro
and A.Larionov, Phys.Lett.B428 (1998) 1
[4] V.Baran et al., Nucl.Phys.A632 (1998) 287
[5] A.B.Larionov,
A.Botvina, M.Colonna and M.DiToro, Nucl.Phys.A658(1999)375
[6]
] H.S.Xu et al., Phys.Rev.Lett. 85 (2000) 716
[7] M.DiToro et al.,
Nucl.Phys.A681(2001)426c
[8] M.Colonna et al.,
Nucl.Phys.A642(1998)449
[9]
A. Pagano et al, Nucl. Phys. A681 (2001)
331c.
[10]
S. J. Yennello et al. Phys. Lett. B (1994)
14. S. J. Yennello et al. contr. to the
conference Bologna 2000 – Structure of the Nucleus at the dawn of the Century,
Bologna 29/5-3/6/2000.
LIMITI DEL
PROCESSO DI FUSIONE SOPRA-BARRIERA IN RELAZIONE ALL’ENERGIA DI BOMBARDAMENTO,
ALLA TAGLIA DEL SISTEMA E ALLA VARIAZIONE DI ISOSPIN
Un
sistema di rivelazione avanzato per frammenti, particelle cariche leggere, e
possibilmente anche gamma e neutroni permetterebbe di procedere ad un'analisi
sistematica della transizione dei meccanismi di reazione dissipativi dalla
fusione (incompleta) al deep-inelastic fino alla neck-fragmentation, per un
fissato range di centralita' (da determinare in modo accurato) della
collisione. Da uno studio di questo tipo, al variare dell'energia incidente,
della taglia dei sistemi, della asimmetria di massa e carica si possono
ricavare informazioni fondamentali su:
1)
Equazione di
stato nucleare (compressibilita'), anche per materia asimmetrica;
2)
Meccanismi di
emissione veloce di nucleoni e ioni leggeri, in particolare sulla competizione
fra le collisioni "hard" a due/tre corpi [1] ed i Fermi
jets, effetti molto sensibili alle masse effettive dei nucleoni e piu' in
generale alla momentum-dependence del campo medio nucleare[2];
3)
Competizione fra
meccanismi di dissipazione ad uno (nucleon transfer per campo medio) e due (NN
collisions) corpi;
4)
Ruolo delle
fluttuazioni nel determinare sia le sezioni d'urto assolute, sia le
distribuzioni delle varie osservabili:
i)
Ad es. e' ben
noto che un approccio tipo BUU (senza fluttuazioni dinamiche) sovrastima
l'effetto di "orbiting";
ii)
Le distribuzioni
di massa,carica,momento angolare etc.. dei frammenti in reazioni deep-inelastic
ad energie incidenti superiori ai 10AMeV sono sistematicamente piu' larghe
delle previsioni di calcoli statistici di equilibrio (fluctuation-dissipation
theorem).
|
Fig. 19 Evoluzione di sistemi nucleari e confronto con
predizioni di QMD |
Studi fatti dal gruppo del Prof. Natowitz della Texas A&M University
dimostrano come l’evoluzione dei sistemi nucleari nella loro fase di compressione e di successiva espansione
possa essere descritta da modelli di coalescenza che possono descriverne sia
l’ evoluzione dinamica che quella termodinamica. In funzione dell’asimmetria
del canale di ingresso si è visto, anche in accordo con calcoli di QMD (Quantum
Molecolar Dynamics) che il numero di frammenti e di particelle leggere emesse
aumenta all’aumentare della massa del proiettile per le collisioni più violente. |
Dal confronto fra gli spettri di emissione di 4 diversi sistemi il
meccanismo di emissione di prodotti emessi ai primi stadi appare il medesimo
anche se il deposito di energia differisce in modo significativo. Dall’analisi
di tali dati appare inoltre come il grado di espansione del sistema cresca con
il crescere della massa del proiettile [3].
Anche
in questa fisica il ruolo dell'isospin risulta estremamente interessante.
Infatti la resa relativa dei vari meccanismi appare molto sensibile al termine
di simmetria della EOS, in particolare per collisioni semi-centrali, dove si
puo' studiare la dinamica dell'interazione della superficie dei nuclei esotici
dove ci si aspetta grande "densita' di isospin" per la formazione
della "pelle" di neutroni (protoni) nei casi neutron-rich
(neutron-poor) [4].
Ci
si aspetta anche una forte ed importante dipendenza dall'isospin delle
emissioni veloci di pre-equilibrio di nucleoni ed di gamma. Cosi' si potra' ancora testare, in modo indipendente,
il termine di simmetria del campo medio, della compressibilita', e la dipendenza
dall'isospin della sezione d'urto NN nel mezzo nucleare e delle masse effettive
(problema del tutto aperto, vedi il commento nel paragrafo dedicato alla
equazione di stato della materia nucleare).
La possibilita' di misurare fotoni di energie medio-alte in reazioni di
fusione per sistemi asimmetrici in carica e' di grande interesse anche per
l'approfondimento dell'emissione di una nuova radiazione dipolare collettiva di
tipo esclusivamente dinamico, che da' informazioni sul meccanismo di
equilibrazione di carica nel sistema "dinucleare", sul "fusion
path" ma ancora molto lontano dallo stato di equilibrio statistico del
residuo fuso [5,6].
|
Fig. 20 Resa dei γ di alta energia |
Risultati sperimentali [7] in questa direzione sono stati
ottenuti dalla collaborazione SERPE, la quale ha evidenziato per sistemi con
diverse asimmetrie nel canale di ingresso una sensibile variazione della resa
dei gamma di alta energia, come e’ mostrato ad esempio in Fig. 20. |
Gli
spettri caratteristici e l’anisotropia di questa radiazione, dovuti al
meccanismo dinamico molto diverso dal quello dell'emissione gamma dalla
risonanza gigante di dipolo nel nucleo composto, potrebbero essere utilizzati
come "signatures" di cammini di fusione per fasci radioattivi. Alcune
misure [8-12] gia’ hanno mostrato almeno parzialmente tali
caratteristiche, ma necessitano di ulteriori conferme sperimentali.
Risultati
recenti basati su un modello di bremsstrahlung collettiva che tiene conto di
tutti i contributi dinamici sembrano prevedere rese molto interessanti per
scelte opportune di asimmetria di carica iniziale, energie di fascio ed
asimmetrie di massa [13]. Si potrebbe anche pensare ad un nuovo
meccanismo di cooling del sistema nel cammino verso la fusione, riducendo ad
es. le emissioni di neutroni che tanto riducono la probabilita' di sintesi di
nuclei superpesanti.
[1]
A.Bonasera, F.Gulminelli and J.Molitoris, Phys.Rep.243(1994)1
[2] V.Greco, A.Guarnera,
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[3]
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