La Sezione di Bologna

La Sezione di Bologna dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) fu istituita circa cinque anni dopo la nascita dell’Ente, avvenuta l’8 agosto 1951 con un Decreto del Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Nel verbale della riunione del Consiglio Direttivo dell’INFN del 19 luglio 1956 si legge: “Bernardini dichiara che il Consiglio Direttivo dell’INFN ravvisa che sia giunto il momento di trasformare in Sezione dell’INFN due gruppi aggregati che hanno ormai raggiunto un notevole grado di sviluppo. Questi sono il gruppo aggregato di Bologna e di Pisa.” Bologna era infatti dal 1953 un “gruppo aggregato” della Sezione di Padova.

La storia della Sezione di Bologna è strettamente legata a Giampietro Puppi, che dal 1956 al 1960 fu il primo Direttore. In cattedra a Bologna dal 1951, Puppi aveva stretto dal 1955 rapporti di collaborazione con il Comune e il sindaco di Bologna Giuseppe Dozza, ottenendo un finanziamento di 500 milioni di lire su 10 anni per lo sviluppo della ricerca e della fisica. In quella stessa occasione Marcello Conversi, Giampietro Puppi e Giorgio Salvini presentarono il progetto di una grande camera a bolle nazionale a idrogeno liquido che fu costruita a Bologna sotto la guida di Pietro Bassi, chiamato da Padova per la sua esperienza in questo tipo di apparati.

Iniziò in questo modo la collaborazione tra gruppi di varie Sezioni e Università (Bologna, Padova, Pisa, Roma e Trieste) per la realizzazione di questa camera che fu utilizzata da esperimenti al CERN tra il 1960 e il 1961. Questa realizzazione fece compiere un salto di qualità alla fisica sperimentale bolognese e alle infrastrutture locali quali l’officina meccanica. Da allora i gruppi bolognesi hanno contribuito alla costruzione di strumenti e apparati con tecnologie d’avanguardia; di particolare rilievo la costruzione di rivelatori a gas (tubi a streamer limitato, tubi e camere a drift, RPC, MRPC), di rivelatori a scintillazione e Cherenkov, di sistemi a scansione elettronica e lo sviluppo di elettronica analogica e digitale.

La visione di Antonino Zichichi, terzo direttore della Sezione dal 1967 al 1971 (il secondo fu Pietro Bassi) e Presidente dell’INFN dal 1977 al 1983, condusse alla realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, infrastruttura unica al mondo per le ricerche che richiedono un basso fondo di radioattività ambientale. Alla fine degli anni ’80 la Sezione inizia a svolgere attività di ricerca anche nella fisica astro-particellare.

Nel 2006 viene eletto Direttore della Sezione il Prof. Antonio Zoccoli, membro della Giunta Esecutiva dal 2012 al 2019 e attuale Presidente dell’INFN: con la sua azione l’integrazione della Sezione nel tessuto cittadino e regionale, inaugurata da Giampietro Puppi, ha ricevuto recentemente un ulteriore impulso. Nell’ambito del progetto europeo EuroHPC e in sinergia con il CINECA, nasce una nuova sfida per una moderna infrastruttura di calcolo, situata al Tecnopolo. Questo nuovo centro ospiterà a breve “Leonardo”, il primo supercomputer pre-exascale,  caratterizzato da una potenza di calcolo superiore ai 250 petaflops di potenza di picco, a disposizione della ricerca e dell’industria, con applicazioni su Big Data e intelligenza artificiale.

Attualmente i gruppi della sezione sono impegnati in un ampio spettro di attività che spaziano da vari settori della fisica teorica all’innovazione tecnologica. Degna di nota la partecipazione a tutti e quattro i principali esperimenti di LHC, con contributi di rilievo sia nella realizzazione di apparati sperimentali, sia nell’analisi dei dati.