A Bologna DIS2026 la conferenza internazionale sugli urti profondamente inelastci

Prende il via oggi, 4 maggio, a Bologna presso il Centro Congressi del Royal Carlton Hotel la conferenza internazionale DIS2026, trentatreesima edizione dell’International workshop on deep inelastic scattering and related subjects,, a cui parteciperanno 350 fisiche e fisici provenienti da tutto il mondo.

Il tema centrale della conferenza, che si chiuderà venerdì 8 maggio, sarà lo studio degli urti ad alta energia tra elettroni e nucleoni (protoni e neutroni), noti appunto come “deep inelastic scattering, o diffusione profondamente inelastica”. Si tratta di un ambito di ricerca che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della fisica delle particelle. Proprio grazie a esperimenti in questo campo è stata, infatti, confermata l’esistenza dei quark, le particelle elementari che formano i protoni e neutroni.

La conferenza, organizzata congiuntamente dalle sezioni di Bologna e Ferrara dell’INFN e dalle Università di Bologna e Ferrara, offrirà quindi ai partecipanti l’opportunità di approfondire e confrontarsi su molte delle domande ancora aperte in questo campo di ricerca. La sezione INFN di Bologna ha una lunga tradizione di impegno, teorico e sperimentale,  al riguardo in particolare con l’esperimento ZEUS al collisionatore HERA negli anni ’90 e nel primo decennio di questo secolo, fino all’impegno attuale nell’esperimento SND al CERN di Ginevra e nell’esperimento ePIC al futuro Electron Ion Collider negli Stati Uniti. 

La conferenza DIS torna a Bologna per la seconda volta. Venticinque anni fa la città ha, infatti, ospitato l’edizione DIS2001, presieduta da Antonino Zichichi, allora professore ordinario dell’Università di Bologna e già presidente INFN. In questa edizione, sarà quindi previsto un contributo in ricordo del grande scienziato recentemente scomparso.

Sabato 9 maggio tra le 14:00 e le 18:00, è inoltre previsto un momento di incontro di divulgazione scientifica con la cittadinanza e, in particolare, con bambine e bambini tra 5 e 11 anni, presso il Complesso e Chiostro di San Giovanni in Monte. I più piccoli potranno scoprire le proprietà della luce partecipando al laboratorio-spettacolo “Da dove vengono i colori?”.

Mani di due ragazzi davanti allo schermo di un computer

Scuola estiva OLIFIS ER-Marche edizione 2021

L’edizione 2021 della Scuola Estiva di Preparazione alle Olimpiadi della Fisica, rivolta a  studenti che hanno frequentato le classi 3  e 4 delle scuole secondarie di secondo grado dell’Emilia Romagna e delle  Marche, avrà luogo a Forlì presso l’Istituto Salesiano Orselli dal 30 agosto al 4 settembre. 
 
Fra le oltre 70 domande di partecipazione, 32 sono i ragazzi che sono stati selezionati in base al curriculum scolastico dell’ultimo anno frequentato. Le attività della scuola prevedono lezioni frontali e attività di gruppo su temi delle precedenti edizioni delle Olimpiadi Italiane ed Internazionali della Fisica, con il supporto di una quindicina di docenti di scuola secondaria che si alternano durante la settimana.
Le lezioni saranno inoltre integrate con una visita pomeridiana alle ex Gallerie Caproni di Predappio per la presentazione del progetto CICLoPE e una visita al Tecnopolo dell’Università di Bologna presso il Campus di Forlì per la presentazione delle missioni spaziali a cui partecipa il corso di laurea di Ingegneria Aerospaziale.
 
Nell’ambito della Scuola Estiva verranno proposte due conferenze-spettacolo serali ad ingresso gratuito (con prenotazione) per contribuire alla divulgazione della cultura scientifica sul territorio.
Il primo appuntamento è con “Gabinetti Spaziali” di Paolo Attivissimo mercoledì 1 settembre ore 21:15 presso il Teaching Hub del campus di Forlì di UNIBO. L’esplorazione spaziale è sicuramente un’avventura affascinante, ma stare in assenza di gravità significa saper anche fronteggiare bisogni terreni, come andare in bagno, con risultati spesso disastrosi e decisamente comici.
Il secondo incontro serale ci riporta sul pianeta terra e ai suoi problemi con un argomento di grande attualità: il cambiamento climatico a livello globale. “PROBLEMA GLOBALE” è il titolo della conferenza di Federico Benuzzi che avrà luogo presso il cinema San Luigi di Forlì venerdì 3 settembre ore 21:15.
 
Dal 2009 la sezione di Bologna dell’INFN promuove questa scuola estiva e contribuisce alla sua realizzazione.
 

Bologna ospita IFAE 2026, la conferenza italiana di riferimento per la fisica delle alte energie

Gli Incontri di Fisica delle Alte Energie (IFAE) 2026 si terranno a Bologna dall’8 al 10 aprile 2026, presso il DAMA – Tecnopolo. L’evento, organizzato dall’INFN e dal Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna, rappresenta il principale appuntamento nazionale dedicato alla fisica delle alte energie.

La conferenza, rivolta in particolare a dottorande/i e giovani ricercatrici/ricercatori, offrirà un’importante occasione per presentare i risultati più recenti delle proprie attività scientifiche e confrontarsi con la comunità italiana del settore. Il programma scientifico è articolato in quattro linee di ricerca: Frontiera dell’Energia, Frontiera dell’Intensità, Astroparticelle e Cosmologia e Nuove Tecnologie, riflettendo la ricchezza e la multidisciplinarità della ricerca nel campo. Sono attese/i oltre 150 partecipanti provenienti da tutta Italia.

Nell’ambito della conferenza è inoltre prevista una visita al centro di calcolo nazionale dell’INFN (CNAF). Questo centro rappresenta un nodo fondamentale dell’infrastruttura globale di calcolo della fisica delle alte energie, contribuendo in modo essenziale all’elaborazione, alla distribuzione e all’analisi dei dati prodotti da tutti gli esperimenti in cui è coinvolto l’INFN, inclusi gli esperimenti del CERN, il centro europeo per la ricerca nucleare. Il Tier-1 italiano svolge un ruolo chiave sia a livello nazionale sia internazionale, supportando migliaia di ricercatrici e ricercatori e garantendo risorse computazionali di alto livello per la comunità scientifica.

Il programma completo della conferenza è disponibile online: https://agenda.infn.it/event/47878/

A conclusione dei lavori, saranno assegnati i premi per le migliori presentazioni orali e poster, valorizzando il contributo di giovani ricercatrici e ricercatori e l’eccellenza della ricerca presentata.

INTERNATIONAL MASTERCLASSES “HANDS ON PARTICLE PHYSICS” 2026  Bologna, 23–27 marzo 2026

A Bologna quasi centocinquanta studenti delle scuole secondarie di secondo grado diventano fisici per un giorno

Bologna, marzo 2026 — Dal 23 al 27 marzo 2026, Bologna ospiterà cinque giornate di immersione nella fisica delle particelle nell’ambito delle International Masterclasses “Hands on Particle Physics”, l’iniziativa internazionale coordinata dall’IPPOG (International Particle Physics Outreach Group) che ogni anno coinvolge oltre 13.000 studenti di scuole secondarie in 60 paesi del mondo.

L’edizione bolognese è organizzata dalla Sezione INFN di Bologna in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, presso l’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna.

Il programma giornata per giornata

Lunedì 23 marzo – KM3NeT Per la prima volta a Bologna, le Masterclasses si aprono al mondo dell’astrofisica delle particelle grazie all’esperimento KM3NeT, un gigantesco telescopio sottomarino installato nelle profondità del Mar Mediterraneo. Gli studenti analizzeranno eventi reali registrati dal rivelatore per identificare segnali prodotti dai neutrini cosmici: particelle quasi invisibili, prive di carica elettrica, capaci di attraversare indisturbate l’intero Universo e la Terra. Proprio questa loro elusività le rende preziose messaggere di fenomeni astrofisici estremi — esplosioni di supernove, lampi di raggi gamma, nuclei galattici attivi — che la luce da sola non è in grado di rivelare.

Martedì 24 marzo – ALICE Gli studenti esamineranno eventi reali raccolti dall’esperimento ALICE per cercare particelle strane — contenenti il quark strange — prodotte nelle collisioni ad altissima energia di LHC. La ricerca si basa sul riconoscimento di due diversi tipi di decadimento, detti “V0” e “a cascata”. Un’abbondante produzione di quark strani potrebbe essere la firma di un plasma di quark e gluoni, lo stato primordiale della materia esistito nei primissimi istanti dopo il Big Bang.

Mercoledì 25 marzo – LHCb L’esperimento LHCb è una straordinaria “fabbrica” di particelle già note, i mesoni D0 — contenenti il quark charm — di cui è possibile studiare importanti proprietà ancora in parte sconosciute. L’analisi dei suoi dati consente di cercare possibili deviazioni dalle previsioni del Modello Standard, la teoria che descrive i costituenti fondamentali della materia, aprendo forse la strada a una fisica nuova.

Giovedì 26 marzo – ATLAS Gli studenti analizzeranno dati dell’esperimento ATLAS per riscoprire il bosone Z e altre particelle note, per cercare il bosone di Higgs e per esplorare possibili evidenze di particelle ancora sconosciute che potrebbero segnalare una fisica oltre il Modello Standard.

Venerdì 27 marzo – Particle Therapy La fisica che salva vite. Gli studenti esamineranno eventi reali per comprendere le tecniche alla base della terapia oncologica con particelle, che utilizza raggi X, fasci di protoni o ioni di carbonio come “bisturi” di precisione guidati da sofisticati programmi software. Un esempio concreto e potente di come la ricerca fondamentale in fisica delle particelle si traduca in benefici diretti per la salute delle persone.

Ogni giornata si articola in seminari mattutini tenuti da ricercatori attivi, seguiti da sessioni pomeridiane di analisi dati al computer con gli stessi strumenti software usati dai fisici professionisti. Al termine, videoconferenze internazionali permettono agli studenti bolognesi di confrontarsi con i loro coetanei di tutto il mondo sui risultati ottenuti — esattamente come avviene nelle grandi collaborazioni scientifiche internazionali.

A Francesca Ercolessi il premio “Claudio Villi” per la migliore tesi di dottorato in fisica nucleare 2024

Francesca Ercolessi, assegnista di ricerca dell’Università di Bologna e ricercatrice associata alla sezione INFN di Bologna, è tra i due vincitori del Premio “Claudio Villi” per la migliore tesi di dottorato in fisica nucleare.

Il premio, istituito dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è stato consegnato il 5 febbraio 2026 a Padova, in occasione della riunione della Commissione Scientifica Nazionale 3, e riconosce il valore e l’originalità della tesi discussa nell’arco di tempo compreso tra il 1° giugno 2023 e il 31 maggio 2024.

Francesca si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento grazie alla sua tesi di dottorato, discussa all’Università di Bologna e dal titolo “The interplay of multiplicity and effective energy for (multi) strange hadron production in pp collision at the LHC”. Il suo lavoro si concentra sullo studio dei meccanismi di produzione di adroni con alto contenuto di stranezza, generati nelle collisioni protone-protone del Large Hadron Collider (LHC) del CERN, analizzando i dati raccolti dall’esperimento ALICE al Run 2.

Il concetto di energia effettiva, introdotto dal prof. Antonino Zichichi all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso, è un osservabile chiave per tenere propriamente conto, nelle interazioni adroniche, dell’energia effettivamente disponibile per la produzione di particelle. Lo studio riportato nella tesi, pubblicato sulla rivista Journal of High Energy Physics, ha permesso di dimostrare la forte correlazione tra energia effettiva e l’aumento di produzione di barioni contenenti il quark strano, spiegando con maggiore chiarezza un fenomeno precedentemente osservato a LHC in funzione della molteplicità del numero totale di particelle prodotte in ciascun evento.

Francesca Ercolessi, 30 anni, ha conseguito la laurea magistrale in Fisica all’Università di Bologna, dove si è specializzata in fisica nucleare e subnucleare. Ha svolto il dottorato di ricerca all’Università di Bologna, durante il quale è stata parte attiva della collaborazione ALICE nell’ambito del gruppo TOF.

Importante riconoscimento a Romano Serra

A Romano Serra, già dipendente universitario e associato INFN, oggi in pensione, è stato conferito il Pesco d’Oro, massimo riconoscimento onorifico della Città di San Giovanni in Persiceto, per gli straordinari meriti culturali e scientifici.
L’onorificenza celebra una vita interamente dedicata alla ricerca e alla divulgazione scientifica, che, attraverso l’intensa attività svolta presso il planetario, ha contribuito a far conoscere San Giovanni in Persiceto ben oltre i confini nazionali.

“Quantum Gravity and Cosmology 2026” a Bologna

La quinta edizione della conferenza internazionale QGC2026 si terrà a Bologna, presso la Sala Ulisse dell’Accademia delle Scienze, nella settimana dal 9 al 13 febbraio 2026. La conferenza rappresenta da alcuni anni uno degli eventi scientifici di riferimento per la comunità dei fisici teorici che si occupano dei diversi approcci alla gravità quantistica e delle possibili applicazioni in ambito cosmologico e astrofisico (ad esempio inflazione, buchi neri, onde gravitazionali, materia oscura ed energia oscura).

L’edizione bolognese è organizzata dalla Sezione INFN di Bologna e dal DIFA, in collaborazione con ShanghaiTech University, l’Institute for Advanced Studies (UCAS) di Hangzhou e l’IGFAE dell’Università di Santiago de Compostela. È annunciata la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti teorici di gravità quantistica e cosmologia.

Per ulteriori informazioni è possibile fare riferimento alla pagina Indico:
https://agenda.infn.it/event/48567/overview

Per motivi di capienza della Sala Ulisse, l’evento sarà fruibile anche online, previa iscrizione.

 

Vista dal basso delle torri di CUORE

L’esperimento CUORE e i nuovi limiti al decadimento doppio beta privo di neutrini nel tellurio

Pubblicati su Science (https://www.science.org/doi/10.1126/science.adp6474)  i nuovi risultati dell’esperimento CUORE (Cryogenic Underground Observatory for Rare Events) ospitato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

Scopo di CUORE è principalmente la ricerca del decadimento doppio beta privo di neutrini  (0𝜈𝛽𝛽) nel 130Te. L’esperimento è entrato in funzione nel 2017 e dal 2019 ad oggi ha ininterrottamente raccolto dati con un ciclo di funzionamento superiore al 90% . Grazie alla stabilità operativa senza precedenti dell’infrastruttura criogenica, tra il 2017 e la metà del 2023 e’ stata accumulata  un esposizione di oltre 2 tonnellate/anno di ossido di tellurio (130TeO2  ). 

Con il più grande set di dati del suo genere la collaborazione CUORE ha fissato un nuovo limite alla frequenza con cui si potrebbe verificare il doppio decadimento beta senza neutrini in un atomo di tellurio. In media 3,5×1025 anni ossia non più di una volta ogni  35 milioni di miliardi di miliardi di anni,  il limite più restrittivo mai raggiunto prima per l’emivita 0𝜈𝛽𝛽 del tellurio.

Il rivelatore di CUORE è costituito da una matrice compatta di 988 calorimetri a cristalli di 130TeO2 di 5 × 5 × 5 cm³ ciascuno con una massa attiva di 742 kg di 130TeO2, pari a circa 206 kg di 130Te. Il rivelatore è alloggiato all’interno di un criostato a diluizione appositamente realizzato per questo esperimento. Si tratta di un refrigeratore a diluizione multistadio, senza fluidi criogenici, che raffredda il rivelatore a circa 10 mK e lo mantiene stabile a questa temperatura.  Il volume complessivo del rivelatore e’ di un metro cubo circa ed è per questo motivo che il rivelatore di CUORE e’ stato definito “il metro cubo più freddo dell’universo”.

L’utilizzo di questi sofisticati rivelatori criogenici consente a CUORE di raggiungere una tale  sensibilità da essere in grado di registrare anche il pulsare delle onde che si infrangono sulla costa a 50 chilometri di distanza dai laboratori del Gran Sasso.

In particolare è grazie ad una ricerca ideata e sviluppata dal gruppo di CUORE della Sezione INFN di Bologna  che l’origine di questi lontani disturbi che si manifestano a frequenze inferiori all’hertz è stata ricondotta all’attivita’ microsismica  marina del Tirreno e dell’Adriatico.

Ma anche tecnici e tecnologi della Sezione di Bologna hanno fornito un rilevante contributo durante la delicata fase di assemblaggio del criostato e forniranno un prezioso supporto nella prossima futura fase di smontaggio dell’esperimento.

CUORE continuerà infatti ad acquisire dati fino al raggiungimento di un’esposizione analizzata di 3 tonnellate all’anno di TeO2 corrispondente a circa 1 tonnellata all’anno di 130Te.  E ciò è previsto per la metà del 2026.

CUORE è una collaborazione internazionale che coinvolge oltre 20 istituzioni. L’esperimento, operativo presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, è guidato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Department of Energy (DOE) degli Stati Uniti, attraverso il Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley, California).

Link alle pagine di  CUORE :  https://cuoreexperiment.org/

Link alle pagine di  CUORE a LNGS:  https://www.lngs.infn.it/it/cuore

Link a “The Coldest Cubic Meter in the Known Universe”: https://arxiv.org/abs/1410.1560

PolarquEEEst 2025 – OvEEErland

È partita il 16 settembre PolarquEEEst 2025 – OvEEErland, la nuova missione dei ricercatori della Collaborazione EEE dedicata allo studio del flusso dei raggi cosmici a diverse latitudini con uno dei rivelatori POLA-R, sviluppati nell’ambito del Progetto Extreme Energy Events (EEE). Alla missione hanno partecipato ricercatori del CREF, dell’INFN e dell’Università di Oslo.
Dopo le spedizioni precedenti – che nel 2018 hanno visto i rivelatori POLA-R salire a bordo dell’innovativa imbarcazione ecologica Nanuq per circumnavigare le isole Svalbard, essere installati permanentemente nell’arcipelago norvegese nel 2019, e accompagnare la nave scuola Amerigo Vespucci nella circumnavigazione dell’Italia nel 2022 – quest’anno la missione ha preso una nuova direzione: si è viaggiato via terra, da Bologna a Tromsø, nel cuore della Norvegia artica, a bordo di un’auto!
Il percorso ha attraversato ben sei nazioni – Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia – coprendo, tra andata e ritorno, un totale di circa 8.200 km e ha permesso lo studio dei raggi cosmici a latitudini da 44.5°N a 70°N completando le misure effettuate nelle precedenti missioni PolarquEEEst.
Lungo il tragitto si sono svolte tappe scientifiche ed eventi divulgativi presso istituti scolastici tedeschi e norvegesi: il Gymnasium Villa Elisabeth di Wildau (con il supporto di Carolin Gnebner, responsabile del gruppo DESY-Zeuthen per l’International Cosmic Day), il Dipartimento di Fisica dell’Università di Oslo e la Thora Storm Videregående Skole di Trondheim. I tre eventi hanno riscosso un ampio successo e una partecipazione significativa anche da parte degli studenti italiani, che hanno raccontato in collegamento il lavoro fatto sui rivelatori nelle loro scuole.
Questa missione ha fatto uso di un rivelatore del tipo POLA-R realizzato con scintillatori e fotomoltiplicatori al silicio ed un sistema di trigger/readout/gestione, il tutto sviluppato con il supporto dei servizi della Sezione INFN di Bologna.
Per  questa missione è stato fondamentale il supporto dell’amministrazione nella preparazione del viaggio.
La missione si è conclusa l’8 ottobre con il ritorno a Bologna.
Sui canali social EEE è possibile seguire il viaggio tappa dopo tappa: aggiornamenti, curiosità e il racconto di questa appassionante avventura scientifica. 

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